© by elisa franzoi 2019

 

ABOUT 

IL PROGETTO

Nothing to sell è un'operazione artistica di Elisa Franzoi.

L'idea nasce nel 2017 con le campagne manifesti anti-pubblicitari svolte in alcune città, in cui l'artista espone la sua schiena nuda in risposta al fenomeno, non solo italiano, in cui il corpo nudo delle donne (seno e fondoschiena ben in vista corredati di frasi sessiste a doppio senso), è usato per pubblicizzare e vendere ogni sorta di prodotto: gomme auto, viaggi, occhiali, petti di pollo, yogurt, connessione internet ecc.

Nel 2018 inizia a fotografare persone di schiena che vogliono sostenere il progetto. In seguito pubblica una open call on line e le fotografie iniziano ad arrivare da tutto il mondo. Alcune persone si muovono per organizzare autonomamente degli shooting day o shooting party dove raccolgono a loro volta molto scatti. Schiene la cui posizione non allude a nulla e che non hanno NIENTE DA VENDERE, né il corpo né oggetti.

Da questa azione originaria della campagna manifesti con la successiva raccolta di materiale fotografico dal mondo, si sviluppa ora la mostra/laboratorio aperto al MACRO ASILO di Roma nel settembre 2019 in cui Elisa Franzoi, espone le centinaia di fotografie di schiene raccolte e invita selezionatissime artiste di varie discipline, per approfondire un ragionamento a 360 gradi intorno al corpo: 

 

dal corpo/merce alla libertà di essere.

Un punto di vista tutto al femminile.

Le ospiti sono artiste/attiviste che nel loro lavoro professionale svolgono una ricerca in questa direzione e sono incluse scrittrici, giornaliste, critiche musicali e d'arte, danzatrici, coreografe, drammaturghe, registe, cantanti, fotografe, poetesse, videomakers, performers, scultrici, maestre in arti marziali, esperte del movimento corporeo e in discipline olistiche, ricercatrici che si occupano dell'aspetto interiore dell'essere.

Il programma di eventi della settimana Nothing to sell è un viaggio nella relazione che intercorre nella nostra epoca tra il corpo sfruttato, abusato, usato, venduto, monetizzato e la resistenza artistica contro questo frutto del neoliberismo, che non è solo uno politica economica ma è un’economia che riguarda anche il corpo, e il corpo delle donne in special modo.

Un viaggio esplorativo che, attraverso workshops, letture, performance di danza, musica, poesia, teatro, proiezioni video e lectio, esplora la relazione tra corpo/spazio, corpo/corpi, corpo/natura, corpo/biopolitica, corpo/tecnologia ecc. Un percorso che inizia con riflessioni su diritti, stereotipi e genere (l'influenza che gli stereotipi hanno nella costruzione del proprio progetto di vita, sui condizionamenti che creano, sui caratteri normativi che a volte le differenze di genere possono assumere); e ancora su identità/dis-identità, queer/transfemminismo arrivando a parlare di cura, meditazione e consapevolezza di sé - che passa attraverso il corpo in primis -  e infine di LIBERTA', libertà di essere e di creare. 

Ogni cosa che siamo e che abbiamo fatto fino ad ora è stata merce di scambio con un controvalore in denaro, ma non è forse il “tempo” la vera moneta di scambio? E’ tempo di libertà! Essere creativi significa essere liberi!

 

Vogliamo andare oltre le lotte contro la violenza sulle donne, contro il razzismo, a favore della parità di genere, a favore dei diritti per gli omosessuali e dei migranti e vogliamo concentrarci sul concetto di libertà che li accomuna: libertà di espressione creativa, di movimento nello spazio e oltre i confini, di parola e di amare chi ci pare. Lo scarto è minimo, ma è quello che farà la differenza.

IL PROGETTO: UNA NOTA SUL CONCETTO

La schiena 

E’ l'unica parte di noi che non riusciamo a fotografare, ci vuole collaborazione, è un anti-selfie. 

Non la vediamo, ce la deve raccontare qualcun altro.

E’ la parte più neutra del nostro corpo, quella che meno ci identifica con un genere.

E’ la porzione di corpo più vulnerabile, difficilmente difendibile. 

E’ una zona molto sensibile, è in connessione con numerosi ricettori che permettono una percezione molto più ampia della realtà.

E’ da scoprire, non la conosciamo bene…

E’ la nostra parte sconosciuta, oscura e che potremmo identificare come il nostro inconscio…

E’ quella porzione di noi che potrebbe diventare la porta dell’essere, l’ingresso alla nostra parte interna invisibile che determina la nostra bellezza al di là delle forme.

 

IL PROGETTO: DIREZIONE  FUTURA

Questa primo appuntamento che parte da Roma, Nothing to sell: dal corpo/merce alla libertà di essere, e che fa parte di un progetto più ampio, è improntato sulla SCOPERTA di qualcosa di noi che non sapevamo di avere: la schiena, la nostra parte inconscia. Le immagini esposte e gli interventi in programma scoperchiano una pentola di temi caldi.

Iniziamo questo percorso artistico, didattico, sociale e scientifico che ci porterà nelle prossime tappe in giro per il mondo (il mondo fisico ma anche il nostro interiore), e che, partendo da questa prima edizione italiana, che individuiamo appunto come “scoperta” (con un evidente parallelo con il Mito della Caverna di Platone e in cui l’azione e lo spostamento saranno determinanti per cambiare il nostro punto di vista e raggiungere la comprensione delle cose), passerà per altri luoghi per trovare la consapevolezza, raggiungere la libertà e vivere nella creatività

Navigando nell’ignoranza iniziamo il nostro viaggio verso la coscienza e, ringraziando Galileo, puntiamo il nostro telescopio verso l’orizzonte cercando la messa a fuoco di quel centro mobile, attivo e che continuamente si muove. Facciamo dell’impossibile, come ci insegna la fisica, qualcosa di possibile.

 

 

ELISA FRANZOI

 

Elisa Franzoi è artista e attivista. Il suo mestiere di scultrice inizia nella materia ed è proiettato verso la costruzione di spazi relazionali fatti di corpo e paesaggio.

Nothing to sell è la sua ultima creatura ed è da considerarsi come una grande scultura che mette in relazione energie, persone, luoghi. Una forma scultereo/sociale in costante metamorfosi. 

 

www.elisafranzoi.info

 

IL MACRO

 

Quest’anno il Macro diventa MACRO ASILO con una gestione sperimentale del direttore Giorgio de Finis che è iniziata a ottobre 2018 e proseguirà fino a dicembre 2019. Lo spazio del museo è diventato un grande laboratorio ospitale di ricerca.

 

https://www.museomacro.it/articolo/scarica-il-programma