© by elisa franzoi 2019

LUISA BONFANTE

VENERDì 6

La cura: consapevolmente liber*

h 11:00-12:00. Laboratorio di discipline cinesi, Fermati, respira

FRIDAY 6

The care: to be free with awareness

h 11:00am-12:00. Workshop of Chinese disciplines, Rest, breath

FERMATI, RESPIRA

 

Ideazione

Luisa Bonfante

con la partecipazione di

Diego Rillo

MinHua Lin

Angela Gentile

 

Sinossi

Il laboratorio si sviluppa su base esperienziale.

Si propongono ai più piccoli e non, attraverso un nuovo metodo educativo, diverse attività correlate e racchiuse in un progetto: la costruzione delle maschere del teatro di Pechino, con i loro colori collegati all'interpretazione e manifestazione delle emozioni.

La sperimentazione della calligrafia orientale, per lo sviluppo del processo creativo e della capacità di desiderare attraverso il tratto e la narrazione, il movimento che innesca il processo di apprendimento funzionale necessario per comprendere il funzionamento dell'arte e del corpo armonico.

Nello stesso contesto si sperimenterà divertendosi con i test, il concetto della capacità di sentire la schiena ovvero il lato ombra per aumentarne la consapevolezza, la capacità percettiva, il processo meditativo che portano allo sviluppo del sé.

Lo scopo è una crescita che passi prima dalla consapevolezza di se stessi, verso l'accettazione del nostro vero sé fino al coraggio della presa di decisione.

Interverrà la Dott.sa Angela Gentile nella presentazione di Eudinamica, di cui scopriremo insieme la bellezza, partendo dall'armonia con cui il nostro corpo è stato perfezionato.

Biografia

 

Ieri come oggi, praticando e scoprendo le vie dell’arte marziale cinese, ho compreso che essa non può essere incasellata per nostra comodità di comprensione nella parola sport. L’arte cinese, che sia marziale o no conserva la filosofia e la memoria di un pensiero antico.

Questo pensiero si avvicina per molti versi al concetto di educere, tirare fuori, parola che ci conduce al concetto moderno di educatore.

Gli antichi, consci com’erano che l’individuo contenesse già in se stesso caratteristiche di divinitè, ovvero che potesse operare il superamento dei propri limiti ….. parliamo di emozioni, capacita’ di fare, di reagire in modo costruttivo, di riconoscere, di essere d’esempio ecc. ecc. ecc. non avrebbe avuto nessun bisogno di cercare fuori.

Spesso mi viene chiesto cosa centra il metodo marziale cinese con l’educazione.

A differenza del pensiero occidentale, quello cinese (badate che non ho detto orientale!) passa attraverso tre concetti morali fondamentali, senza i quali non e’ possibile apprendere ed eseguire neppure le forme a vuoto del Kung fu wu shu. Questi comportamenti sono i seguenti:

Chin DILIGENZA lavorare duro con impegno, fiducia e amore nella pratica di tutti i giorni, sviluppa abilita’ e realizza i nostri obiettivi.

Hen PERSEVERANZA coltivare un sentimento di perseveranza e’ molto importante. Questo impegno combinato con la regolare pratica quotidiana cu permettera’ di conseguire il nostro obiettivo.

Li RISPETTO Il rispetto per il tuo maestro, il tuo istruttore e per coloro che ti seguono e’ di grande importanza. Il rapporto con gli altri deve tener conto delle loro aspettative. Il reciproco rispetto e’ necessario per realizzare una societa’ dove gli individui coltivano un sentimento di comunita’.

Pare assurdo usare un termine del Judo, “jita-kyoei” concetto attinente alla filosofia cinese?

JITA-KYOEI: “Tutti insieme per crescere e progredire” “JI” significa “se stessi”.

“Ta” significa “gli altri”.

“Kyo” significa “insieme”.

Alla luce di quanto appena detto si comprende come tutto unito “Ji-ta kyo” significa letteralmente “se stessi e gli altri insieme”, ispirando in questo modo la consueta traduzione come “mutuo” (o reciproco).

“Ei” si riferisce a “vantaggio”, “benessere”, “progresso”, “successo”, “gloria”, “prosperità”.

Ebbene, citando Filippo Turrini estraggo da un suo articolo, questa descrizione del concetto:

Proprio oggi, più che mai, ritengo sia di vitale importanza riscoprire il dialogo (dal greco διάλογος, ossia “crescere attraverso il discorso”) ed il confronto, uniti ovviamente all’incontro ed alla condivisione di momenti formativi comuni. La bellezza di tali esperienze sta nel fatto che emergono inevitabilmente una marea di opinioni personali che, in linea di massima, possono essere ricondotte a tre categorie:

opinioni concordanti e simili alla propria idea; opinioni neutre di chi non prende posizione; opinioni discordanti e diverse dalla propria idea.

Tale diversità costituisce indubbiamente un “patrimonio” che contribuisce, anche se non sempre siamo disposti ad ammetterlo, alla nostra crescita morale e culturale. Trovare infatti chi la pensa come noi può farci capire che la nostra idea è valida e che vale la pena di continuare a sostenerla; imbattersi negli scettici (o negli “eterni indecisi”) può aiutarci a migliorare le nostre doti persuasive e comunicative per fare in modo di condurre una persona verso la nostra teoria. Infine, dialogare con chi ha una idea opposta alla nostra è di gran lunga la situazione più stimolante, che può evolversi nei modi più inaspettati.

In tale quadro non si devono mai dimenticare dei principi generali che vanno seguiti il più possibile se non si vuole scadere nella prevaricazione del prossimo, nella “rissa verbale” e nel relativismo sfrenato (ossia nel classico dibattito politico televisivo!); questi principi sono estremamente semplici ma enormemente importanti e sono:

il costante rispetto della persona che ci sta davanti;

il rispetto delle idee e delle convinzioni dell’interlocutore; l’educazione, sia nel parlare che nell’agire;

il saper ascoltare;

il saper accettare che non tutti la pensano nel nostro stesso modo.

Quale delle nostre istituzioni scolastiche non sarebbe più che felice nell’avere studenti capaci di questo?