MARINA TRIO

DOMENICA 8

Dal mondo: segni si resistenza e libertà

h11:00-12:00. Video-Poesia, PART 1: Five film-poems + Live poetry

reading, One Sweet, Sweet Bimbo World, Marina Kazakova & Slow Bear. 

PART 2: Live poetry reading + Video projection, Yes, I am fat!

Cailin C E Mackenzie

SUNDAY 8

From the world: signs of resistance and freedom

h11:00am-12:00. Video-Poetry, PART 1: Five film-poems + Live poetry 

reading, One Sweet, Sweet Bimbo World, Marina Kazakova & Slow Bear. 

PART 2: Live poetry reading + Video projection, Yes, I am fat!

Cailin C E Mackenzie

PARTE 1: One Sweet, Sweet Bimbo World


di Marina Kazakova & Slow Bear 

Una serie di film-poems che affronta il tema della mercificazione del corpo femminile

 

“Bimbo” è un termine gergale per indicare una donna ben fatta, attraente e piuttosto ottusa. Il termine nasce originariamente negli Stati Uniti, 1919, per definire uomini stupidi o brutali. All’inizio del 21 secolo, lo stereotipo di “bimbo” diventa quello di una donna attraente, spesso bionda, con una figura sinuosa, grandi seni e possibilmente con un trucco pesante e abiti succinti. Anche associato con lo stereotipo della “bionda stupida”.]
Tom Dalzell (2009), "bimbo", The Routledge Dictionary of Modern American Slang and Unconventional English, Routledge, p. 75, ISBN 978-0-415-37182-7

 

“Il corpo è entrato nel mercato, divenendo capitale, ed esattamente come fu per la terra non tutti ne hanno beneficiano, così come non tutta la gente comune migliorò la propria condizione durante il periodo della privatizzazione delle terre.”

Donna Dickenson,

emeritus professor of medical ethics and humanities at the University of London


5 monologhi eseguiti dalla protagonista in varie forme

 



Film-Poem 1.
Una star del tennis nera, dopo essere stata eliminata per aver indossato una tuta aderente, si presenta in campo con un tutù. (Le norme sui corpi femminili non riguardano tanto la cultura quanto l'oggettificazione sessuale. La cultura misogina si appropria del diritto di giudicare le donne in base al loro corpo; di quale taglia dovrebbero essere, come si dovrebbero vestire e la lista potrebbe continuare all’infinito. Ma quando esattamente una tuta integrale si spinge troppo in là? Questo non ha niente a che vedere con il rispetto del gioco, anzi, mostra una profonda mancanza di rispetto nei confronti di una delle sue più grandi giocatrici. Ia censura della tuta di Serena Williams dimostra che il tennis non ha ancora reciso le sue radici elitarie.)

Film-Poem 2.

Una casalinga in crisi di mezz’età, continua costantemente a sottoporre il proprio viso ad interventi estetici, cercando di migliorare e trasformare il suo corpo per rientrare nei requisiti di bellezza e nelle aspettative del marito. (Il termine “bellezza” e “femminile” sono ancora sinonimi. Pertanto, queste procedure di abbellimento “femminilizzano e scolpiscono” il corpo della donna. Alla fine, le donne sono modellate in base agli standard di genere e di bellezza di una cultura basata sulla predominanza delle celebrità bianche ed occidentali: figure sottili, capelli lunghi e leggermente mossi, labbra carnose e senza segni d’invecchiamento.)

Film-Poem 3.

Un’addetta stampa di successo va in palestra tutti i giorni, per prepararsi all’intervento per la perdita di peso (I mass media contribuiscono nella mercificazione della figura femminile producendo un sentimento di imperfezione e creando il desiderio di comprare la “bellezza ideale”. Nella cultura contemporanea del consumo, la manutenzione del proprio corpo è fondamentale per il raggiungimento di un “sé vendibile”, il lavoro sul corpo diventa condizione necessaria per il successo nella società odierna. Il corpo è diventato uno “valore biologico” su cui investire, mediante allenamenti, diete speciali, etc.)

Film-Poem 4.

Una ragazza lesbica che indossi vestiti poco femminili quotidianamente si trova ad affrontare dei pregiudizi: colloqui lavorativi andati male, continue battute sul proprio aspetto da parte dei capi sul lavoro, la vergogna dei propri genitori per il suo aspetto, etc. (Le norme, le forme e le taglie idealizzate dei corpi sono dannose per tutti e inestricabilmente collegati ai ruoli di genere prescritti. La femminilità delle persone è messa in discussione se queste ultime non si vestono come una donna “dovrebbe”. Alcune persone sfidano quanto prescritto dal “body regime” contemporaneo: questo include, per esempio, la convinzione ultima in un “sé autentico” e che l’espressione di un “sé interiore” possa essere ottenuta attraverso la modificazione del proprio corpo.)

Film-Poem 5.

La poesia descrive la situazione delle prostitute vittime di traffico alla “Gare du Nord district” a Bruxelles, dove vivono in gabbia per anni. (La prostituzione come mercificazione del corpo umano. La prostituzione legalizzata e sostanzialmente l’accettazione della commercializzazione di esseri umani.)

 


Parte 2: Yes, I am fat!

di Cailin C E Mackenzie

Reading poetico dal vivo + video proiezione

Le fonti tradizionali di mercificazione del corpo, come l'industria della moda, hanno premesso la loro estetica su una nozione irraggiungibile di "corpo perfetto" e "look perfetto" che incoraggia (prevalentemente) le donne ad odiare il proprio corpo, e ad acquistare varie "correzioni" proprio dall'industria che le critica. Tuttavia, ora c'è una fonte altrettanto perniciosa di mercificazione, le industrie del benessere e vari mercanti "woo" che, invece di dire alle donne grasse che sono brutte, dicono loro che sono malate di mente, e che comprando in una varietà di tecniche e diete di benessere (e naturalmente acquistando libri e prodotti) diventeranno "bene". Questo non solo nega l'agenzia, ma è un messaggio paternalistico e pericoloso da perpetuare.  Questa poesia, che verrà declamata di fronte a uno sfondo visivo proiettato, denuncia il suggerimento che le persone grasse devono essere mentalmente malate, insicure e infelici.

Biografie

MARINA KAZAKOVA (Russia/Belgio) 

Marina Kazakova (b.Gorky, 1983) è una scrittrice, poetessa e artista audio-visuale, attualmente in Belgio. Pubblicata in riviste e giornali internazionali, Marina è una performer, è stata selezionata e premiata svariate volte in diverse competizioni di poesia e film-poetry. È l’autrice del romanzo in versi “Tishe...Piano”, il quale adattamento cinematografico è stato selezionato per l’International Short Film Festival di Leuven nel 2013, al Miami Indie Wise Festival nel 2018, al XpoNorth Festival nel 2018 ed è stato premiato come ’The Best Narrative Short’ all’International Film Festival da Savva Morozov a Moscow nel 2015. Il suo lavoro letterario è caratterizzato da una grande considerazione del confronto tra il passato e l’esplorazione delle sfide poste dalla memoria e dalla sofferenza.
Oltre alla poesia, Marina ha scritto saggi e articoli per pubblicazioni come la rivista “The Word” (Bruxelles), Culturetrip.com e Seanema.eu. Marina tiene un Master in Pubbliche Relazioni e Transmedia.
Ad oggi è Communication Officer al ‘Victim Support Europe’ (Bruxelles) e sta lavorando al suo practice-based PhD: “Lyric Film-Poem. A research on how the unique characteristics of lyric poetry can be expressed in film” alla Luca School of Arts (KULeuven).

 
SLOW BEAR (Belgio)

Slow Bear è un musicista belga con influenze che derivano dal country-blues, dal realismo magico, dal pop e dal grunge degli anni sessanta. Nonostante si esibisca come solista, la sua intenzione è la stessa di una band alternative rock: trasmettere energie che muovono nel profondo. I video dei suoi brani ‘Normandy and Me’ e ‘Fucking Off’ sono stati selezionati in decine di festival in tutto il mondo. Slow Bear sta attualmente lavorando al suo terzo album, intitolato ‘A Message from the West’. Negli ultimi anni Slow Bear è stato costantemente in tour in Europa, da Turku (Finlandia)  a Milano (Italia), a volte come solista, altre volte accompagnato da Marina Kazakova con le sue poesie performative. 

CAILIN C E MACKENZIE (Scozia/Belgio)

Cailin scrive poesie come una liberazione, dove solo la poesia funziona. È cresciuta circondata dalla poesia e dalla musica, e dalle gioie della tradizione orale. Occasionalmente dà formazioni ai soccorritori e ad altri gruppi su come affrontare situazioni traumatiche e stressanti e considera l'ascesa della pseudoscienza e dell'analfabetismo scientifico una tendenza pericolosa. E questo si riflette a volte nella sua poesia.

PART 1: One Sweet, Sweet Bimbo World

 

by Marina Kazakova & Slow Bear

A series of film-poems that throws light on how does the female body become a commodity

Bimbo is a slang term for a well-built, attractive, somewhat dim woman. The term was originally used in the United States as early as 1919 for an unintelligent or brutish male. As of the early 21st century, the "stereotypical bimbo" appearance became that of an attractive woman, often blond and with a curvaceous figure and large breasts, possibly wearing heavy makeup and revealing clothing. It is also associated with "the dumb blonde" stereotype].

Tom Dalzell (2009), "bimbo", The Routledge Dictionary of Modern American Slang and Unconventional English, Routledge, p. 75, ISBN 978-0-415-37182-7

“The body has entered the market, becoming capital, just as land did, though not everyone benefits, any more than the dispossessed commoners grew wealthy during the agricultural enclosures”.

Donna Dickenson,

emeritus professor of medical ethics and humanities at the University of London

A series of film-poems - 5 monologues performed by the protagonist in various guises - throws light on how does the female body become a commodity.

Film-Poem 1.

A black tennis star who after having been banned to wear a catsuit comes out on to the court in a tutu. (The policing of women’s bodies is not about culture as much as it is about the sexual objectification of women’s bodies. The entitlement of misogynistic culture to judge women based on their bodies; what size they should be, how they should dress, and the list goes on. But how exactly does a full bodysuit go too far? This has nothing to do with respecting the game; in fact, it shows deep disrespect to one of its greatest players. The Serena Williams catsuit ban shows that tennis can’t get past its elitist roots.)

Film-Poem 2.

A middle-aged housewife in crisis, constantly re-botexing and re-filling her face, trying to improve and transform the body to meet the cultural requirements of beauty and the expectations of her husband. (The terms ‘beautiful’ and ‘feminine’ are synonymous still. Thus, beautifying procedures ‘feminize and sculpt’ the female bodies. At the end, women are modelled on the gender and beauty standards of predominantly white Western celebrity culture: they obtain slim figures, long and slightly curly hair, full lips, without signs of ageing).

Film-Poem 3.

A successful press-attache going to fitness every day, moreover, preparing for the weight-loss surgery (Mass media contributes to the commodification of female appearance by producing the feeling of imperfection and creating the desire to buy an “ideal beauty”. In contemporary consumer culture, body maintenance is central to the achievement of ‘a marketable self’, body work as

precondition for the success in nowadays society. The body has become ‘a biological stock” to be invested in, for instance, fitness training, special diets, etc.).

Film-Poem 4.

A lesbian wearing unfeminine clothing facing prejudices on a daily basis: failing job interviews, sufferring the constant jokes of male-bosses at work regarding her look, confronting her parents who are ashamed of her appearance, etc. (Body policing and idealised body shapes and sizes are harmful to all, and inextricably linked to prescribed gender roles. People’s femininity is called into question if they do not dress how a woman ‘should’ dress. Some people challenge the outlined contemporary body regime. This includes, for instance, the ultimate belief in an authentic self and the construction of the body as an expression of ‘one’s inner self’).

Film-Poem 5.

The poem describes the situation with prostitutes trafficked to ‘Gare du Nord district’ of Brussels, where they live in battery cages for years. (Prostitution as commodification of the human body. Legalised prostitution is accepted fundamental commodification of human beings).

Part 2: Poem “Yes, I am fat!

 

by Cailin C E Mackenzie

Live poem reading + video projection

Traditional sources of commodification of the body, such as the fashion industry, have premised their aesthetic on an unattainable notion of the ‘perfect body’ and ‘perfect look’, which encourages (predominantly) women to hate their own bodies, and purchase various ‘fixes’ from the very industry which is criticising them. However, now there is an equally pernicious source of commodification, the wellness/wellbeing industries and various ‘woo’ merchants who, rather than telling fat women that they are ugly, tell them they are mentally ill, and that by buying into a variety of wellness techniques and diets (and of course purchasing books and products) they will become ‘well’. This not only denies agency, but is a patronising and dangerous message to perpetuate. This poem, which will be performed against a projected visual backdrop, decries the suggestion that people who are fat must be mentally unwell, insecure, and unhappy.

Biographies

MARINA KAZAKOVA (Russia/Belgium)

Marina Kazakova (b. Gorky, 1983) is a writer, poet and audio-visual artist in Belgium. Published internationally in magazines and journals, Marina is a frequent performer, she has been shortlisted at different poetry/ film-poetry competitions and was awarded various prizes. She is author of verse novel

“Tishe...Piano”, the film adaptation of which was shortlisted for International Short Film Festival Leuven 2013, Miami Indie Wise Festival 2018, XpoNorth Festival 2018, and got ’The Best Narrative Short’ Award at the International Film Festival behalf Savva Morozov in Moscow in 2015. Her literature works deal to a large degree with confrontation with the past and explore the challenges posed both by memory and grief. In addition to poetry, Marina has written essays and articles for such publications as “The Word” Magazine (Brussels), Culturetrip. com, Seanema.eu. Marina holds a Master in Public Relations and in Transmedia. Currently, she is Communications Officer at ‘Victim Support Europe’(Brussels) and working on her practice-based PhD in Arts “Lyric Film-Poem. A research on how the unique characteristics of lyric poetry can be expressed in film” at Luca School of Arts (KULeuven).

SLOW BEAR (Belgium)

He is SLOW BEAR. With this music he hopes to make a better place of this world. Maybe, from time to time, it will make a difference for the good. When he became a solo artist in 2014, it proved one of the most liberating decisions he has ever made. He doesn’t know how he overcame the initial fright to start doing everything by himself, and he is very proud of the result, his debut album ‘Pale Morning Fades’. He plays on his own but that doesn’t necessarily mean he makes quiet or introspective music. He is a DIY artist. He feels that the original idea of DIY has faded with the generations, and we are now at a point where we can’t even imagine anymore what it used to stand for. Music that whirls up from underneath and from aside, puts itself outside the machinations of the market and values small scale, prompt expression, without mediation of publishers, accountants, A&R, influencers, government representatives or radio pluggers.

CAILIN C E MACKENZIE (Scotland/Belgium)

Cailin writes poems as a release, when only poetry will do. She grew up surrounded by poetry and music and the joys of the oral tradition. She occasionally provides training to emergency responders and other groups on dealing with traumatic and stressful situations and she considers the rise of pseudoscience and scientific illiteracy a dangerous trend. This sometimes informs her poetry. 

MARINA KAZAKOVA:   https://vimeo.com/user21378510

© by elisa franzoi 2019